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October 05 GavettopoliEsattamente, infetti da dove viviamo. Penso che essere intelligenti, avere insomma un briciolo di qualcosa da dire, comporti una schifosa sensazione di impotenza. Ma quale alternativa sociale? Da un lato tredicenni col cazzo al vento, dall'altro gente laureata che ti sfotte e ti mette in condizione di sentirti una nullità. Da un lato ti esortano a "risvegliare la mente" dall'altra ti puniscono se lo fai. Da un lato penalizzano il generalizzare, dall'altra ti fanno vomitare per l'ipocrisia nelle loro belle sì, ma vuote parole. Un uomo di vent'anni sospeso da scuola per un gavettone. Un preside che parla di attentati, la mia fotocopia delle BR nascosta nello zaino. Con maniacale ossessione continuare a pensare come sarebbe bello attaccarla con dei chiodi alla porta, magari lasciandoci attaccato anche un dito, o due. Il passarsi frenetico di sigarette, di mano in mano, di bocca in bocca. Di polmone in polmone. Di anima in anima, come per le bugie. Raccontare bugie. Cercare la verità, e andare dal dentista il giorno dopo. Se il peso dell'anima è questo, è davvero troppo. Però hai lo psicologo della scuola, evviva. A Werther, Ophelia, e al vecchio Alex. Comments (1)
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